Giornata della memoria: la storia di Emanuele

Il 27 gennaio, Giornata della Memoria, la classe 4B ha letto la storia del bambino del tram, ossia quella di Emanuele Di Porto, un ragazzo di 12 anni che viveva a Roma, nel quartiere ebraico, durante la seconda guerra mondiale.

La storia narra che il ragazzo, alle cinque del mattino del 16 ottobre 1943, svegliato da urla di persone, si affacciò alla finestra e vide una grande folla che veniva caricata su dei camion dai soldati tedeschi.

Anche la mamma di Emanuele aveva visto tutto ed era corsa ad avvisare il marito, che vendeva souvenir in stazione, di nascondersi per evitare di essere catturato. Ma mentre tornava a casa, venne catturata anche lei dai tedeschi.

Emanuele, dalla finestra, vide tutto e senza pensare, così come era in pigiama, scese velocemente le scale deciso a salvare la sua mamma.

Appena i soldati lo caricarono sul camion, la sua mamma inizio a urlare: -Lui non è ebreo, non è il mio figlio!- e con una spinta lo butto giù.

Poi gli urló di scappare veloce e di nascondersi.

Emanuele corse ma non sapeva cosa fare e così, appena vide un tram che passava, salì e chiese aiuto al bigliettaio: -Aiuto, sono ebreo, sto fuggendo dai tedeschi!-L’uomo decise di aiutarlo e lo tenne nascosto nel tram per più di due giorni.

Avvisó anche i suoi colleghi e insieme gli diedero cibo, acqua e una coperta per ripararsi dal freddo.

Il terzo giorno, il suo vicino di casa lo vide, lo riconobbe e gli disse:-Vieni, ti porto da tuo padre e dai tuoi fratelli-.Emanuele riuscì a riabbracciare il papà e i fratelli, ma non la madre perché era stata uccisa nel campo di sterminio di Auschwitz.

Emanuele oggi ha 93 anni, ma non smette di raccontare la sua storia perché nessuno deve dimenticare che la guerra è sempre sbagliata.

Donato e Sophia 4 B